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2009
Notturna ad Arsiero
28 Ottobre 2009
Testo di Giovanni "Bradipo"
Fantastica serata!
Il direttivo DID è presente al completo, in configurazione creativa (cit.).
Alebora con schienalino "naked", bombola decompressiva al fianco e bombolino per la stagna. Non manca la fida Salvo (noblesse oblige), piu’ che altro con funzioni di zavorra .
Io indosso uno schienalino con contropiastra, rigorosamente senza sacco, a cui è legata una decompressiva originariamente caricata con ean50, a cui (per risparmiare) ho fatto aggiungere azoto puro (risultato indefinibile, tra il 20 ed il 40% di O2). Erogatore senza manometro e bombolino dell'argon clippato al d-ring sullo spallaccio, causa mancanza di viti. Torcia cinese "Dragone sub" che illumina a giorno dentro e fuori dall'acqua.
Il gruppo è completato da Maxinix, Elpiube, Stefanox e Valeria (purtroppo malata e fuori dall'acqua). Questi, disgraziatamente, sembrano tutti dei subacquei. Poco male, guadagneranno comunque dei punti DID nel dopo immersione.
Scesi in qualche modo in acqua, si apprezza subito la qualita' frizzantina del torrente. Dodici gradi che sembrano sei. Si parte verso il primo canalone, da cui si vede apparire una squadra (TIM) di DID wannabe. Il loro leader (brevetto DID best equipment) indossa un rebreather completo di bombole decompressive e bottiglie di bailout. Grazie a lui il livello della pozza sale di circa tre metri, permettendoci di raggiungere la ragguardevole profondita' massima di undici. Scopriremo piu' tardi che il tipo col rebreather era entrato in acqua il 2 giugno.
Stefanox ci intrattiene giocando con una trota ammaestrata, che fa finta di catturare con le mani, ma che in realta' teneva in tasca dall'inizio. Piccola pausa per permettere agli astanti (escluso il direttivo DID) di accarezzare il pesce di Stefanox, e si riparte.
Bellissimo il primo canalone, una scenografia cosi' inusuale per me, che mi lascia a bocca aperta, con le pareti chiare e lisce, sinuose e piene di anfratti. Quantita’ immonde di pesce, che per vederlo a Salo’ ci devi fare una stagione.
Presto si riemerge e si affronta la prima parte a secco. Una paretina facile facile, che i nostri scaleranno in frusta doppia, con fare da consumati alpinisti.
Le successive due pozze presenteranno le stesse caratteristiche della prima.
Si riemerge alla fine del terzo bacino, forse un po’ delusi dal fatto che da li’ in poi il percorso e’ impraticabile. E’ finita, si torna indietro. Andiamo a recuperare Stefanox, che ha preferito rimanere a fare compagnia al suo pesce nella seconda pozza, intimorito dall’attraversamento di rapide necessario a raggiungere la terza.
Si esce infine dall’acqua, dopo un run time di quasi un’ora e mezza, pronti ad affrontare la fase finale della serata. Il clima mite (quasi sei gradi), unito ad una piacevole brezza autunnale (meno di venti nodi), invoglia ad aprire le danze ed organizzare un estemporaneo picnic all’aperto (100% DID compliant). Qui Valeria, che purtroppo non era stata fin li’ dei nostri, tira fuori l’asso dalla manica del piumone, estraendo una quasi interminabile teoria di salami, formaggi, bossolà, e, quando tutto sembrava finito, il panettone (lo aveva tenuto da parte dal natale 2008, quando non eravamo riusciti ad incontrarci per gli auguri). Innaffiamo il tutto con un paio di bocce di Valpolicella ripasso, generatesi spontaneamente nel bagagliaio del Bora, e brindiamo alla nostra con una bozza di Franciacorta dalla ghiacciaia di quello con l’accento bresciano.
Convenevoli di rito, sorrisoni, abbracci, e si riparte, pensando alla bellissima serata e rassicurati dal fatto di dover fare (per fortuna) pochissima strada per rientrare. Un centinaio di km per i veronesi, solo duecento per me, Stefano e Valeria.
Sono arrivato a casa sfatto come non mi accadeva da tempo, ma ne e' valsa la pena.
Qualcuno ha fatto delle foto.
Grazie a tutti, amici