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2009
Open Water e squali a Grand Bahama
di Fabio Castelli
“Bahamas”… ho quasi la certezza che ai più questa parola evochi inevitabilmente una meta turistica da sogno, un paradiso tropicale in cui passare le proprie vacanze all’insegna del più totale relax, uno di quei luoghi caratterizzati da splendide acque azzurro turchese, lunghissime spiagge di sabbia fine e bianchissima, sole, palme e frutti esotici… in effetti Bahamas è tutto questo, ma non solo! Bahamas nella mia mente resterà per sempre scolpito a grandi lettere come il luogo che mi ha fatto innamorare della subacquea, l’isola in cui ho avuto la fortuna (perché di grande fortuna si tratta!) di essere “iniziato” a questa meravigliosa passione che accomuna tutti noi “azoto dipendenti”!
Già in fase di pianificazione della mia vacanza avevo preso informazioni specifiche su quali fossero i villaggi turistici con al loro interno un Diving professionale in grado di insegnare la subacquea ai propri ospiti ed il Viva Wyndham Resort di Gran Bahama (Diving PADI 5 Stelle) mi è sembrato la soluzione ottimale.
I fondali di Gran Bahama hanno una profondità massima di 18-20 mt, sono perciò un luogo ideale per chi decide di avvicinarsi alla subacquea: la visibilità è veramente incredibile, la temperatura dell’acqua sempre attorno ai 26° e di luoghi interessanti per fare immersioni non vi è che l’imbarazzo della scelta. Posso dire di essere rimasto positivamente colpito dalla professionalità dimostrata da tutti i componenti del Diving; sempre molto attenti alla sicurezza dei propri clienti, organizzavano ogni uscita in mare con una grande barca che poteva ospitare comodamente una ventina di subacquei con tutte le loro attrezzature, ossigeno e kit di primo soccorso sempre a bordo e ad ogni immersione, nonostante fossero tutte immersioni ricreative, veniva calata una barra a lato dell’imbarcazione come riferimento per la sosta di sicurezza a 5 mt , bombola e zavorre ausiliarie per eventuali emergenze.
Il corso Open è filato via liscio e senza intoppi; il mio istruttore era scozzese e non parlava una sola parola di italiano, ma per fortuna sott’acqua non è necessario spiegarsi a parole e per ciò che riguardava la parte di corso teorica, i manuali, i video, i breafing e i debreafing, sono stato egregiamente seguito dal gestore del centro PADI anch’esso italiano.
La parte pratica del corso è stata ovviamente la più divertente e a posteriori posso altresì dire che è stata condotta davvero come meglio non avrei potuto sperare dal mio istruttore: dopo una prima prova pratica degli esercizi basilari in acque vincolate, sono iniziate le immersioni in acque libere. Nelle prime tre delle quattro immersioni obbligatorie l’hanno fatta da padrone i test di assetto, riempimento e svuotamento maschera, respirazione in coppia tramite fonte d’aria alternativa, basi di navigazione subacquea, risalite di emergenza, trasporto del compagno stanco ecc.
Dopo la terza immersione avevo già svolto e agevolmente superato tutte le prove richieste per il conseguimento del brevetto ed il corso poteva dirsi praticamente terminato, ma era necessario fare ancora un’ultima immersione per conseguire la certificazione perciò il mio istruttore mi propose di concludere in bellezza il corso con un’esperienza a dir poco unica… un’immersione a Shark Alley in mezzo agli squali grigi di barriera. Confesso che lì per lì mi sono dimostrato un tantino titubante, ma la prospettiva di immergermi fianco a fianco con gli squali che fin da bambino avevo visto solo nei documentari in televisione era troppo allettante per poter essere rifiutata perciò ho accettato la proposta con entusiasmo. L’immersione è stata preparata da tutto lo staff nei minimi particolari con un breafing in cui ci è stato spiegato come saremmo dovuti scendere in acqua, i gruppi che avremmo formato, il comportamento che avremmo dovuto tenere una volta a contatto con gli squali e le modalità di rientro al punto d’uscita. Terminato il breafing e indossate le attrezzature, eravamo finalmente pronti a tuffarci in acqua: il mio istruttore ed io siamo stati fra i primissimi ad entrare e mentre aspettavamo che anche gli altri subacquei ci raggiungessero per scendere tutti assieme, non ho saputo resistere alla tentazione di mettere la testa sotto per ispezionare il fondo. Non riuscivo a credere ai miei occhi: sul fondale sabbioso potevo scorgere nitidamente almeno una ventina di squali che nuotavano in circolo e in quel momento vi posso garantire che mantenere il battito cardiaco regolare non è stato affatto un impresa facile! Qualche istante dopo averli osservati dalla superficie, mi trovavo a pinneggiare in mezzo a loro… un’emozione davvero unica ed indescrivibile che non scorderò mai e che porterò per sempre dentro di me; nuotare in acque libere insieme a questi affascinanti animali al vertice della catena alimentare mi ha fatto sentire parte integrante del loro incredibile mondo sommerso, ma al contempo estremamente indifeso e vulnerabile poiché ero nella consapevolezza di non essere più io “l’essere dominante” a dettare le regole del gioco, ma erano gli squali in quanto padroni del loro territorio a decidere se e quanto concedermi di avvicinarmi a loro… una sensazione nuova, mai provata prima e davvero difficile da esprimere a parole.
Oggi, a distanza di un anno, se ripenso a quella fantastica immersione faccio ancora fatica a credere di aver vissuto realmente una simile esperienza durante il mio primissimo corso Open e di poterla ora condividere con voi che in questo momento state leggendo questo breve articolo.
Sicuramente non servivano queste poche righe per convincervi che Bahamas è uno dei luoghi più affascinanti della terra né tantomeno avevano lo scopo di farvi capire che immergersi con gli squali è un’esperienza a dir poco incredibile; la mia speranza era però quella di riuscire a trasmettervi delle emozioni… emozioni vissute da una persona che ha ancora molto da imparare della subacquea ma che grazie a queste magnifiche esperienze sente di aver scoperto un nuovo meraviglioso mondo.
Buone bolle a tutti! ;-)